Frontiere Fiorite
Con questo dramma, gia vincitore della XXIII Edizione del Festival Internazionale del Teatro di Prosa, Sezione Teatro per Ragazzi al Biennale di Venezia, si è inteso sensibilizzare, in un percorso ad alto contenuto etico e civile, il pubblico giovanile, offrendogli sotto forma di un piacevole spettacolo, un solido contributo socio-culturale educativo.
Il tema, purtroppo di viva attualità, attraverso una bella storia di amicizia tra due adolescenti, che fraternizzano al di là del filo spinato della frontiera che li divide, presenta i concetti fondamentali della pace e della guerra.
In un alternarsi di quadri e situazioni comiche e drammatiche, arricchite da momenti musicali e coreografici, vengono così toccati argmoenti di profono interesse, quali le differenze tra nuclei familiari di etnia diversa; il complicato rapporto tra genitori e figli; gli "umori" dei soldati schierati su fronti opposti, umanamente affratellati dai medesimi meccanismi psicologici; la logica candida e pura dei due giovani protagonisti, che giustamente si rifutano di accettare la banalità di questa "grande distanza" che li vuole nemici.
Lo spettacolo, si rivolge ad un pubblico compreso tra gli otto e i quindici anni, fascia di età abbastanza ampia, in quanto ogniuno potrà cogliere, anche se a diversi livelli, l'imprtanza sociale del contenuto e l'impegno spirituale del messaggio.


la critica


La pace nel mondo non è un'utopia. Don Raffaello Lavagna ne è convinto. Crede nel futuro e scommettesui bambini, gli adulti di domani. Per loro ha scritto "Frontiere fiorite", nel 1964. Lo stesso anno lo spettacolo ha partecipato alla Biennale di Venezeia. L'altro ieri mattina, studenti scalpitanti e rumorosi delle medie hanno presso posto al Teatro dei Satiri. E si sono acquietati all'improvviso con l'entrata in scena di due giovani soldati, che a testa alta e con tono solenne hanno dato inizio alla rappresentazione: "questo palco diventerà una terra di confine con la vostra fantasia". Hanno fatto appllo alla loro immaginazione, rendenoli fin da subito partecipi e attivi. Alcune sedie colorate, impilate le une sulle altre, delimitano la forntiera di due nazioni qualunque, in un continente qualsiasi, in guerra. "Frontiere fiorite" non è una fiaba. Il linguaggio non è metaforico ma didascalico, senza però andare a scapito della fluidità. L'eroine sono Claudia e Giulia, ovvero Patrizia Ciabatta e Simona Augelli, giovanissime e convincenti. "Domani noi possiamo cambiarla, la realtà". L'eccessività del messaggio è dovuta al testo e allestimento in toto , a cura di Paola Maffioletti e Augusto Zucchi, dinamico e a ritmo di musiche memorabili, canticchiate dai ragazzi all'uscita. Il dialogo finale di Claudia con Dio conferisce alla fede un ruolo centrale, anche se non esplicito.Ma gli strumenti messi in luce per raggiungere l'ideale sono soprattutto la politica, che si fa "parlando con calma e ragionando", il coraggio di crescere senza perdere l'amore per gli altri.